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Programma di ricerca

Teoria del cambiamento per la pace globale

Riunire il terreno comune e i suoi indicatori in una teoria del cambiamento per la pace globale

Che cosa fa il programma

Il programma Teoria del cambiamento per la pace globale riunisce il lavoro dei tre programmi che lo precedono: le definizioni di pace raccolte dal programma Concetti e definizioni di pace, il terreno comune individuato dal programma Terreno comune per la pace e gli indicatori elaborati dal programma Misurazione e indicatori della pace. Su questa base redige una teoria del cambiamento completa per la pace globale. Essa è offerta come punto di partenza per la discussione, perché altri la esaminino, la mettano alla prova e la correggano. Il programma Pace nel diritto, nelle politiche e nelle istituzioni provvede poi ad applicarla.

Che cos’è una teoria del cambiamento

Una teoria del cambiamento spiega in che modo un’organizzazione prevede che il proprio lavoro porti al cambiamento che persegue. Espone, passo dopo passo, in che modo ciò che viene investito e realizzato dovrebbe produrre risultati. Governi, entità delle Nazioni Unite, finanziatori e organizzazioni della società civile si servono delle teorie del cambiamento per pianificare, finanziare e valutare il proprio lavoro.

La catena di una teoria del cambiamento

Ogni passaggio dovrebbe condurre al successivo.

  1. InputCiò che viene investito, come finanziamenti, tempo e competenze
  2. AttivitàCiò che viene fatto, come mediazione, formazione o ricerca
  3. ProdottiCiò che viene realizzato, come accordi, rapporti o persone formate
  4. RisultatiCiò che cambia di conseguenza
  5. ImpattoIl cambiamento duraturo perseguito, che per il lavoro per la pace è la pace stessa

L’ultimo passaggio indica la finalità. Ogni altro passaggio è scelto perché si prevede che conduca a essa.

Perché la finalità è importante

Una teoria del cambiamento può essere chiara solo quanto lo è la sua idea della finalità. Nel lavoro per la pace, tale finalità è raramente definita. La Carta delle Nazioni Unite fa del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale il primo dei fini dell’Organizzazione, ma il diritto internazionale non dispone di alcuna definizione generalmente accettata di pace.

Di conseguenza, quanti operano per la pace lavorano spesso verso fini diversi. Già nel 1976 una rassegna del campo degli studi sulla pace rilevava che i ricercatori stavano «studiando problemi diversi e perseguendo finalità divergenti, tutti sotto la bandiera della “pace”» (traduzione non ufficiale) (Johnson 1976, citato in Reagan 2023). Lo stesso vale nella pratica, dai mediatori e dagli educatori ai finanziatori, agli Stati, ai tribunali e agli organi delle Nazioni Unite. Una rassegna di sintesi 2023–2024 per il Fondo delle Nazioni Unite per la costruzione della pace (Peacebuilding Fund) ha rilevato che le valutazioni faticavano a giudicare l’impatto dell’insieme del portafoglio del Fondo in assenza di una teoria del cambiamento a livello di portafoglio.

Quando il concetto di pace è frammentato

  • Ciascun attore lavora per la propria idea di pace
  • Gli sforzi divergono e possono annullarsi a vicenda
  • Gli impegni per la pace sono difficili da valutare rispetto a uno standard comune
  • Chi usa la violenza può appropriarsi della parola pace

Quando il terreno comune è enunciato esplicitamente

  • Gli stessi attori lavorano per una finalità condivisa
  • Gli sforzi possono rafforzarsi a vicenda
  • Gli standard condivisi hanno maggior peso
  • Le rivendicazioni di pace possono essere verificate

Non un’altra definizione

Una rassegna pubblicata nel 2024 ha contato 61 concetti di pace negli studi pubblicati tra il 1969 e il 2022. L’Istituto deliberatamente non propone un altro concetto di pace in concorrenza con questi. Un ulteriore concetto in concorrenza non farebbe che approfondire il disaccordo che intende risolvere. L’Istituto cerca invece il terreno comune condiviso dai concetti esistenti, e un quadro che si collochi al di sotto di essi e fornisca loro un vocabolario comune.

La pace e la violenza sono concetti destinati ad applicarsi a tutti in egual misura. Il terreno comune che conferisce loro significato deve quindi valere in egual misura per ogni persona, quali che siano la sua lingua, la sua cultura, la sua religione, il suo genere, la sua età, la sua classe sociale o qualsiasi altra caratteristica. La pagina Come lavoriamo illustra il metodo che ciò richiede.

Un punto di partenza per la discussione

Gli attori a ogni livello, dai leader religiosi e dalle comunità locali agli organismi intergovernativi, hanno le loro teorie del cambiamento, ciascuna adatta al proprio lavoro. La nostra teoria del cambiamento completa per la pace globale è offerta come proposta ordinatrice sulla finalità che questi attori potrebbero già condividere, tratta da ciò che le loro stesse concezioni della pace probabilmente hanno già in comune.

Se la proposta resisterà all’esame critico di altri, il lavoro di molti attori potrebbe sommarsi. I risultati potrebbero essere confrontati e misurati rispetto allo stesso standard, e lacune e duplicazioni diventerebbero più facili da individuare. Lo scopo è che gli sforzi per la pace si rafforzino a vicenda anziché farsi concorrenza.

L’uso improprio della parola pace

Poiché la pace è apprezzata ovunque, la parola è stata talvolta invocata per giustificare conflitti armati e repressione.

Nel 1969 lo studioso della pace Takeshi Ishida metteva in guardia contro tali «guerre per la pace» (traduzione non ufficiale). Questo uso improprio funziona solo finché la pace non ha un significato generalmente condiviso.

Una formulazione condivisa della pace consentirebbe di esaminare tali rivendicazioni. Una rivendicazione di pace può essere verificata alla luce delle condizioni che produce per le persone interessate: un’azione le rende più capaci, o meno capaci, di determinare la propria vita?

La collocazione del programma

I cinque programmi di ricerca dell’Istituto formano una sequenza. I primi tre insieme producono la teoria del cambiamento e il quinto la applica.

  1. Concetti e definizioni di paceRaccoglie i modi in cui la pace viene definita e utilizzata nella ricerca, nel diritto, nelle politiche e nella prassi. Il suo risultato previsto è una raccolta sistematica di queste definizioni, la base empirica per i programmi successivi.
  2. Terreno comune per la paceConfronta queste definizioni per individuare ciò che hanno in comune, compresi i presupposti che adottano senza esplicitarli. Il suo risultato previsto è un’enunciazione di questo terreno comune, abbastanza precisa da poter essere verificata e criticata.
  3. Misurazione e indicatori della paceStudia come la pace possa essere osservata e misurata nella pratica: all’interno di una persona, tra persone e tra gruppi. Il suo risultato previsto è un insieme di indicatori di pace verificabili sulla base di dati.
  4. Teoria del cambiamento per la pace globaleRiunisce le definizioni, il loro terreno comune e i relativi indicatori. Il suo risultato previsto è una teoria del cambiamento completa per la pace globale, proposta come punto di partenza per la discussione.
  5. Pace nel diritto, nelle politiche e nelle istituzioniApplica la teoria del cambiamento al diritto, alle politiche e alle istituzioni. Il suo risultato previsto è una valutazione della misura in cui essi sono allineati con tale teoria e in cui producono pace o violenza.

La ricerca in sintesiCome lavoriamo