
Le origini, 2017
La domanda alla base dell’Istituto è stata formulata per la prima volta nella tesi magistrale discussa dal Direttore nel 2017 presso l’Università di Uppsala, «The Sovereignty of Subjectivity: Pursuing a Philosophically Optimal Justification of Claims Affirming the Existence of Universal Human Rights». La tesi si chiedeva su quale base si possano giustificare i diritti umani universali. Questa tesi è l’origine intellettuale dell’attuale lavoro dell’Istituto sulla pace. Il 14 dicembre 2017 l’Istituto è stato registrato presso l’Agenzia delle entrate svedese a Stoccolma come associazione senza scopo di lucro, con il nome di Peace and Conflict Science Institute. Il suo primo Statuto gli attribuiva la finalità di sviluppare e promuovere uno standard completo per definire e misurare la pace.
Cronologia dell’ultimo decennio
- 2017
L’Istituto è stato registrato a Stoccolma il 14 dicembre come associazione senza scopo di lucro (ideell förening).
- 2018
L’Istituto ha guidato «Pace a scuola», una serie di workshop contro il bullismo basata su un primo prototipo della sua teoria della pace SoS. Dal 26 ottobre al 14 dicembre, bambini di età compresa tra 7 e 13 anni a Fracción Milpillas, San Luis Potosí, Messico, hanno imparato ad affrontare la violenza in classe con tecniche non violente. La serie è stata coordinata dalla Organización para Restaurar el Medio Ambiente y la Armonía Social (ORMA), con Ensamblando Vidas e il Colegio Internacional Terranova.
- 2020
Il 12 marzo l’Istituto ha tenuto un workshop per l’OMNI Center for Peace, Justice and Ecology a Fayetteville, in Arkansas, Stati Uniti.
- 2023
A maggio l’articolo del Direttore «Reframing the Ontology of Peace Studies» è stato pubblicato in Peace and Conflict Studies, volume 29, numero 2, in accesso aperto. Il 24 giugno il Direttore ha tenuto una presentazione su invito, «Peace Reimagined: Embracing Sentience in Peace Studies», al workshop «Ontology of Peace: Reflections on Pluriversality», organizzato dal Jindal Institute of Behavioural Sciences della O.P. Jindal Global University, in India.
- 2025
A gennaio l’Istituto godeva già dello status consultivo speciale presso le Nazioni Unite. La sua dichiarazione scritta A/HRC/58/NGO/136 è stata pubblicata per la cinquantottesima sessione del Consiglio dei diritti umani. Il 24 marzo l’Istituto ha organizzato e moderato un evento collaterale a tale sessione, «The Future of Peace: Defining a Foundation for Global Peacecraft», nella Sala XXV del Palais des Nations. In estate il primo trainee di ricerca è entrato a far parte dell’Istituto. A luglio una dichiarazione dell’Istituto è stata pubblicata per il segmento di alto livello del Consiglio economico e sociale (E/C.2/2025/CRP.48), e ad agosto una dichiarazione per la sessantesima sessione del Consiglio dei diritti umani (A/HRC/60/NGO/307). In un’Assemblea straordinaria dei soci il 3 ottobre, i soci hanno adottato il nome Institute for Global Peacecraft, che l’Agenzia delle entrate svedese ha registrato il 22 ottobre. A ottobre il Direttore ha presentato una relazione, «When Peace Fails Definition: Typologies Under Scientific Scrutiny», alla conferenza dei Concerned Philosophers for Peace. Il 7 novembre è intervenuto su invito al workshop «Peace in International Law: Myth, Reality, or Legal Obligation?», organizzato dalla Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Ginevra.
- 2026
Il 21 marzo il Direttore ha partecipato a un workshop di un gruppo di lavoro al congresso annuale della International Studies Association a Cleveland, Stati Uniti. Da maggio una coorte di dieci trainee di ricerca ha codificato le fonti per la rassegna sistematica dell’Istituto su 61 concetti di pace, e una seconda coorte di otto ha iniziato a settembre. L’8 ottobre il Journal on the Use of Force and International Law ha pubblicato l’articolo «The Sovereignty of Sentience: A Phenomenological Approach to Peace for International Law», parte di un numero speciale di prossima pubblicazione sulla pace nel diritto internazionale. A ottobre l’Istituto ha pubblicato il suo primo commento, «Che cosa servirebbe perché il diritto fosse costruito per la pace?».
